Mai sognato di leggere un libro interattivo in formato diario/epistolare che vi narra le gesta di una famiglia alla deriva in un setting fantascientifico e che, al contempo, vi dà la chance di broccolare con un’IA coreana? Beh, se avete una tale mente contorta di sicuro vi fomenterete con Analogue: A Hate Story di Christine Love. Via di review, la metafisica impazza. E pure la rottura di coglioni.
Spazio profondo, delirio ancor di più
Analogue: A Hate Story ci mette nei panni di una sorta di tecnico dei computer-barra-archivista tendenzialmente solitario e depresso, il quale viene incaricato di compiere una missione all’apparenza semplice semplice: imbarcarsi sulla nave spaziale Mugunghwa (o come cavolo si scrive), da poco riapparsa in orbita dopo anni...
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