Apple: se le manette sono di lusso allora nessuno protesta

Oggi vi parlerò ancora una volta dei DRM, Digital Rights Management per i produttori di contenuti, Digital Restrictions Management per tutti coloro che sostengono l’inutilità, le restrizioni della libertà nell’uso dei prodotti acquistati legalmente, il costo sull’utente e le vere e proprie violazioni della propria privacy e della sicurezza dei nostri apparati elettronici che sono la conseguenza diretta ed indiretta dell’implementazione di tali sistemi nei nostri dispositivi.

La lotta contro i DRM è una battaglia antica, risale alle ...

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Frontiera USA: ora i controlli ai laptop vengono effettuati anche su dati cifrati

Non so quanti di voi siano a conoscenza di questa delicata questione, che riguarda sicuramente i diritti di tutte le persone che, per lavoro o per svago, decidono di intraprendere un viaggio negli Stati Uniti. Dopo il crollo delle Torri Gemelle, come tutti sappiamo, il Governo degli Stati Uniti ha pesantemente aumentato le attività tese al controllo ed allo spionaggio degli americani nonché delle persone che, per un motivo o per l’altro, si ritrovano a passare un certo periodo negli USA.

Tra questi controlli ovviamente c’è quello che riguarda le persone che cercano di varcare il confine statunitense, ovvero tutti i viaggiatori che arrivano sul suolo americano a seguito di un viaggio aereo. Da tempo, tra i controlli effettuati dagli agenti di frontiera, c’è quello...

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Il comportamento ambiguo dei produttori di contenuti

Oggi vi racconterò tre storie che vedono come protagoniste le aziende produttrici di contenuti. La prima è quella di Universal, che perseguita gli utenti colpevoli di violare il copyright ma poi, per la solita legge del contrappasso è costretta a difendersi dall’accusa di violazione del diritto d’autore. La seconda, quella di Vivendi, che mette sotto accusa Youtube, colpevole di non fare abbastanza per bloccare i contenuti protetti dal diritto d’autore. Ed infine, l’ultima storia, quella della solita RIIA, che ci dimostra come certe battaglie abbiano più un fine pubblicitario che non realmente legale.

La prima storia, quella di Universal, ce la segnala Boing Boing, che ci ricorda...

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I politici ed i media, ovvero, quanto i governanti vorrebbero poter controllare internet…

Il 19 Maggio 2008 il Sen. Joe Leiberman, democratico, candidato alla Vice Presidenza degli Stati Uniti durante la campagna elettorale del 2000, quella che alla fine si concluse con la risicata e discussa sconfitta di Al Gore in favore dell’attuale Presidente George W. Bush, ha scritto all’Amministratore Delegato di Google Eric Schmidt chiedendogli di “rimuovere immediatamente da Youtube il contenuto prodotto dalle organizzazioni terroristiche islamiche”.

Libertà di parola negata,</q></font></u></strong></b><a href='http://www.doxaliber.it/i-politici-ed-i-media-ovvero-quanto-vorrebbero-poter-controllare-internet/807' target='_new'>...</a><br><br><a href='http://www.doxaliber.it/i-politici-ed-i-media-ovvero-quanto-vorrebbero-poter-controllare-internet/807' target='_new'>Leggi il seguito »</a></p><!-- < d i v id= -->

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Buone notizie, una proposta di legge a favore della neutralità di internet

Di cosa sia la net neutrality e della sua importanza vi ho già parlato in passato, raccontandovi anche di come Tim Berners-Lee, il co-inventore di internet, abbia preso a cuore la battaglia per la neutralità della rete. Purtroppo la “net neutrality” è ancora oggi minacciata da tutte quelle corporation che avrebbero interesse a controllare il traffico di internet, trasformando di fatto la rete in un media controllato non molto dissimile dalla televisione. L’ultimo attacco alla net neutrality è stato assestato dal Presidente della Virgin, che...

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La licenza di Open XML (Open Specification Promise) non tutela gli sviluppatori GPL

Alla fine è arrivata la conferma ufficiale, Open XML è diventato ufficialmente uno standard ISO, ed anche se la UE ha già aperto un fascicolo circa le modalità che hanno portato all’approvazione di OOXML come standard io credo che ormai i giochi siano definitivamente chiusi. Sull’argomento ho già scritto un articolo di approfondimento appena due giorni fa, vi consiglio di leggerlo perché il documento che vi presenterò oggi (formalmente una traduzione di quanto scritto dal ...

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Tim Berners-Lee, il papà di internet: rifiuterò abbonamenti a provider che controllano ciò che faccio in internet.

Il creatore del World Wide Web, Sir Tim Berners-Lee, ha affermato in un’intervista rilasciata alla BBC, che i consumatori devono essere protetti contro i sistemi che possono tracciare la loro attività su internet, ed ha ribadito che egli stesso rifiuterà sempre l’abbonamento con ISP che adottano metodologie di “tracciatura” dell’attività su internet dei propri clienti.

L’attacco di Tim Berners-Lee è diretto soprattutto contro la tecnologia brevettata da Phorm, un’azienda che...

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Fouad Mortada ha ottenuto la grazia

Fouad Mortada, l’ingegnere informatico marocchino condannato a tre anni di prigione per aver inserito su Facebook un profilo satirico del Principe del Marocco, è stato liberato!
La notizia è riportata solo sul sito creato per supportare la liberazione di Fouad Mortada, ed è un laconico comunicato di appena due righe, redatto sia in lingua inglese che in francese che dice: “Fouad è stato liberato per grazia reale la sera del 18 Marzo 2008″. Ringrazio Mitch, che mi ha segnalato questa bella notizia nei commenti.

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Ancora brevetti software: ZapMedia denuncia Apple per violazione di brevetto!

I brevetti software sono diventati davvero un’arma a doppio taglio per le grandi aziende informatiche, su questo blog non manco di raccontarvi tutti i casi in cui i brevetti software si sono ritorti contro le stesse aziende che li hanno fortemente sostenuti. Tali aziende credevano di poter utilizzare tali brevetti come arma di ricatto contro gli sviluppatori indipendenti e le piccole software house ma ora, per uno strano scherzo del destino, sono le grandi aziende ad essere costrette a fronteggiare numerose cause per violazione di brevetto....

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Una class action contro Vista ed il bollino ”Vista Capable”. Dalle e-mail emergono dettagli clamorosi.

Un giudice federale di Seattle ha accosentito all’avvio di una class action contro Microsoft. Sotto accusa sarebbe il sistema di certificazione hardware adottato da Microsoft, nello specifico il bollino “Windows Vista Capable” con cui molti produttori hardware hanno commercializzato, già a partire dal Dicembre 2006, alcuni computer a basso costo.

Tale bollino, secondo l’accusa, avrebbe ingannato i consumatori in quanto i computer certificati come “Vista Capable” in realtà sono in grado di far funzionare solamente la versione “Home Basic” del sistema operativo, ovvero la versione priva delle migliorie grafiche apportate dall’interfaccia “Aero”, che è disponibile solamente a partire dalla versione Home Premium. Su...

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