La ricerca? E’ al capolinea e l’Italia non ha più tempo da perdere. Siamo scesi al di sotto dell’1% del Pil. «I finanziamenti sono talmente modesti e la situazione di tale gravità che se non ci sarà una reale inversione di tendenza rischiamo di uscire dalla lista dei Paesi sviluppati», Franco Cuccurullo, presidente del Civr, il Comitato nazionale di valutazione della ricerca, non usa mezzi termini. «Il confronto con l’estero fa impallidire – sottolinea Cuccurullo – Nelle università ci prepariamo a un taglio nel triennio di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Però mentre i nostri investimenti scendono – l’Italia riserva alla ricerca solo 15 miliardi e 500 milioni – gli altri Paesi moltiplicano le risorse: Gran Bretagna, Francia e Germania investono...
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