Accorcio il titolo dei post, perché ormai non si tratta più solo di portatili e server, ma rientrano anche i client. L’argomento di oggi infatti è totalmente trasversale e riguarda tutti gli usi possibili.
Per motivi di efficienza nell’allocazione delle risorse, ogni (buon) programma su Linux si appoggia a una serie più o meno lunga di librerie condivise, le cosiddette Shared Objects, riconoscibili per l’estensione .so
Queste librerie sono gestite in modo da averne in memoria una sola copia in ogni momento, e tutti i software che hanno bisogno delle funzioni fornite leggono dalla stessa copia in memoria. In questo modo si risparmia RAM e tempo di caricamento da disco, in quanto la libreria viene letta da disco una volta sola e...
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