Il giornalismo, come l’abbiamo conosciuto, è morto. L’assunto di base delle discussioni che hanno animato la scena in questi ultimi giorni ruotano attorno a questa certezza. Una consapevolezza, più o meno accettata da tutti, che dovrebbe stimolare la ricerca e la sperimentazione più che alimentare piagnistei o nostalgie inutili.
A scatenare il dibattito le posizioni di due critici culturali americani, Clay Shirky e ...
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