Ho sempre amato l’approccio distraction-free alla scrittura, in ricordo forse di quando non usavo un computer, ma una vecchia macchina da scrivere: mi libera dal giogo di tutte quelle icone e cosecheappaionoesimuovono sullo schermo tipiche dei moderni sistemi operativi. Per tale motivo ho sempre usato il noto WriteRoom, nonostante i danni quasi irreparabili causati durante la stesura di Hope. Per i due o tre che non lo conoscessero, permette di isolarsi completamente su uno schermo nero o di un qualsivoglia colore mentre si trasferiscono su bit i propri pensieri.
Da quando ho il netbook, contrariamente a quanto molti affermano, mi piace molto usarlo per scrivere, proprio per le sue caratteristiche di portabilità che mi permettono di buttar giù idee in qualsiasi momento...
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