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Facebook, 1º marzo 2010
Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano.
In pieno possesso delle mie facoltà mentali decido di lasciare tutti i miei beni materiali alla persona che più ho amato, Simona Manto. Le consegno la casa di proprietà di Siracusa e la villa di Noto, dove abbiamo trascorso molte piacevoli estati. Le lascio gli appartamenti di Roma, Milano e Torino, sette in tutto, di cui lei ignora l’esistenza e dei quali avrà notizie dal mio legale di fiducia. Con una parte dei 98 milioni di euro da me depositati, in certificati al portatore presso la Banca Intesa, Banca Unicredit e il conto Fineco, chiedo che venga registrata una fondazione a nome di SALVATORE SICILIANO. In difesa di una libertà che ho sempre cercato, oscurato, difeso e perduto.

Il Testamento di Salvatore Siciliano
Quando ti accorgi di aver vissuto la vita di altri e di aver fatto gli interessi di altri; quando capisci che la giustizia non è uguale per tutti; quando sei il prestanome dei potenti; ma, soprattutto, quando arriva il giorno della resa dei conti e quella vita te la chiedono indietro con gli interessi, è allora che ogni denaro accumulato perde di significato. Questo non è un testamento privato, redatto in presenza di un notaio e conosciuto da pochi intimi. No.
Questo è il mio testamento pubblico.
Ho le ore contate. Sono ancora un uomo virtuale, sotto falso nome di un nome già falso: Salvatore Siciliano. Un nome che ormai sento mio. Come mia è la carta d’identità, la patente, il passaporto e tutte le fotografie in cui sorrido davvero. Ma è tutto falso. L’unica cosa vera è che mi stanno seguendo e che, sicuramente, mi troveranno. Salvatore Siciliano ha terminato il suo lavoro con una scadenza fissata dagli stessi potenti che hanno vissuto tranquilli dietro la sua ombra.
Non cerco assoluzioni, pietà o sconti di pena. Ho pagato un prezzo fin troppo caro e ho rischiato di diventare cieco. Ho sbagliato! Non mi spaventa la morte. Non ho mai vissuto, io. Ma, visto che mi è ancora possibile, prima di chiudere per sempre i miei occhi compio l’ultimo sforzo: apro un poco i vostri.
Con affetto
Salvatore Siciliano
http://www.salvatoresiciliano.com
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molto interessante…ne avevo sentito già parlare…
boh, io non ho capito bene cosa vuole dire. scritto benissimo, mah ??
ho visto anche delle locandine nella mia città, a Firenze.
sarà vero??
Io sinceramente non ne ho proprio idea cmq ho visto il web che è stato invaso da questo Salvatore Siciliano,e anche a Milano ho visto tanti adesivi con la scritta scomparso.Spero solo che si risolva tutto al meglio.
Secondo me è tutta una bufala ,tra qualche giorno si saprà la verità.
Ormai su facebook tutti i giorni vedo qualcosa di sto Salvatore Siciliano…non se ne può più!!!
io ho visto le locandine all’aquila…..ma che diamine è???????????????????
é solo una bella operazione di marketing virale.. pubblicizza un libro di un certo Salvatore Cobuzio, “Facebook, il testamento di Salvatore Siciliano” (Fazi editore, collana “le vele” ISBN: 978-88-6411-100-I)..
Basta girovagare su Google con un pò di pazienza e si trova tutto…
Un’operazione di marketing bella e buona. Non condivido il metodo “allarmistico” e consiglio, quindi, di evitare di comprare il libro. Mi sembra solo un’operazione di facciata mirata ad utilizzare il sentimento del disagio/dolore per fini commerciali (una caratteristica dei nostri tempi, purtroppo…). I veri problemi sono altri. Voto: -2
è un libro Fazi che uscirà il 23 aprile:
“il testamento di salvatore siciliano”.
credo che lo comprerò
caro lorenzo, non sono daccordo c’è di molto molto peggio. cmq credo che nessuno abbia pensato che si trattasse di un testamento serio. è stato, a mio modestissimo avviso, un’operazione ben studiata di buzz/viral web, con l’intento ci farci riflettere su alcuni temi…
che spero siano approfonditi sul libro.
cmq, lo comprerò e ti farò sapere meglio
grande, grandissima operazione marketing.
un viral ben studiato. a me ha convinto, il 23 vado a comprarlo e vi dico se il libro è all’altezza….
Interessante notare che il tizio, Salvatore Cobuzio, su Repubblica si vanta anche di avere “abbattuto” dei siti solo “sfruttando programmazione informatica” niente di illegale dice lui…
Poi spiega che ha dirottato centinaia di migliaia di visite sui server bersaglio per farli cadere. Quest’attività è un reato internazionale! Niente di illegale dice lui…