E' molto falcile sparare contro l'Italia. Qualunque cosa venga fatta dalle nostre parti, c'è sempre qualcuno pronto ad alzare gli scudi, a criticare o addirittura minacciare.
Prendiamo il caso di YouTube ed il video del ragazzo down: un tribunale italiano ha condannato tre dirigenti del colosso americano per non aver fatto un controllo preventivo sul video caricato da chi l'aveva realizzato. In pratica, la sentenza (se confermata negli altri due gradi) imporrebbe alle società che offrono spazio web di controllare preventivamente ed a proprie spese ciò che gli utenti caricano. Apriti cielo. Prima Google si è espressa in maniera molto pesante, quindi è toccato all'ambasciatore USA in Italia. E fin qui, direte, nulla di nuovo. Peccato che, contemporaneamente, una sentenza del tutto simile è giunta dalla Germania: McGraw Hill e Macmillian hanno vinto una causa contro il noto servizio di hosting Rapidshare. Riporto una frase presa da un alticolo di Punto-Informatico:
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