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Un confronto virtuale, ma non meno importante di quello che si sta sviluppando nei corridoi del potere e sulle strade di Teheran, si sta giocando tra la leadership riformista e le autorità governative. Alle prese con l’arresto in massa dei propri vertici e la messa al bando di quasi tutti i suoi organi di stampa, l’opposizione riformista sta facendo affidamento quasi esclusivo ad Internet per far sentire la propria voce in questa fase particolarmente acuta della crisi politica che attanaglia il Paese mediorientale sin dalle elezioni presidenziali del 12 Giugno scorso. Banditi dalla più tradizionale carta stampata, centinaia di giornalisti ed analisti politici colpiti dagli esuberi che hanno fatto seguito alla messa al bando di numerosi periodici e giornali moderati stanno concentrando le proprie attenzioni sulla creazione di siti centralizzati che forniscono con tempestività e notevole accuratezza aggiornamenti sugli ultimi sviluppi politici della crisi iraniani che vanno ad aggiungersi alle migliaia di pagine riempite quotidianamente, in maniera più ufficiosa e meno attendibili, dai simpatizzanti dell’opposizione riformista all’interno dei grandi social network come Twitter e Facebook e ai filmati, talvolta estremamente drammatici, immessi su Youtube dagli indomiti manifestanti che da oltre sei mesi affrontano le forze dell’ordine sulle strade della grandi città iraniane.
Organizzati e finanziati dalla leadership riformista in esilio ma aggiornati tramite contributi continui da parte di giornalisti anonimi che sbarcano così il lunario tra mille difficoltà e il rischio sempre imminente dell’arresto per questa collaborazione bandita dal Ministero dell’intelligence, siti come www.rahesabz.net e www.norooznews.org costituiscono un’arteria vitale sia nella operazioni dell’Onda verde che in quelle dei media internazionali, che dal 14 Giugno in questa parte sono soggetti a fortissime restrizioni da parte del Ministero della Cultura iraniano e sono interdetti da tutte le proteste dell’opposizione. Tutti questi siti, incluso www.parlemannews.ir, il sito gestito direttamente dalla minoranza riformista del Parlamento di Teheran, sono soggetti a un rigido filtraggio da parte delle autorità governative. di Si.Rand. Il Messaggero
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