Hai visto il film “Il Postino“? Una delle mie scene preferite è quella in cui Pablo Neruda insegna a Mario Ruoppolo (interpretato da Massimo Troisi) cosa è una figura retorica. Una metafora per la precisione: «Quando dici “Il cielo piange” che cosa vuoi dire?».
L’aspetto più affascinante delle figure retoriche è la loro capacità di incantare i lettori, di superano la semplice esposizione dei fatti. E anche in testi estremamente tecnici un piccolo artificio linguistico può aiutarti a rendere il tutto più piacevole. Ecco quelli che preferisco:
Anadiplosi - Consiste nella ripetizione dell’elemento terminante di una frase all’inizio di quella successiva. Esempio: “Sono stanco, stanco di ascoltarti”.
Ossimoro - Due elementi discordanti inserite in una frase come se fossero perfettamente compatibili. Esempio: “Ghiaccio caldo”.
Climax - Uso di parole e frasi in maniera tale che creino un crescento di sentimenti. Esempio: “In quella stanza c’era...
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