Windows, Linux e Mac OS: la differenza? Nel Kernel

4 novembre 2009 - Fonte: http://geekgen.it Lascia il tuo commento »
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Newtux

La parola Microsoft Windows non riscuote certo molta stima da parte dei geek. Un’infinita di pregiudizi ed un’intera epopea di miti circondano il Sistema Operativo più odiato ed usato in assoluto. Ma, in fondo, cosa c’è di veramente vero in tutto questo bordello di kernel e driver? GeekGen ha fornito tutti i dati che si sono potuti raccogliere, ma starà a voi scegliere.

Parte I: cos’è un Kernel

Parlando di Sistemi Operativi, non si può non specificare il significato di “Kernel”.

Si tratta di un software avente il compito di fornire ai processi in esecuzione sull’elaboratore un accesso sicuro e controllato all’hardware. Dato che possono esserne eseguiti simultaneamente più di uno, il kernel ha anche la responsabilità di assegnare una porzione di tempo-macchina e di accesso all’hardware a ciascun programma (multitasking).

[via Kernel - Wikipedia]

Come avrete potuto constatare, quindi, il kernel ha funzioni tanto importanti da precluderne la visualizzazione da parte dei comuni utenti (che fondamentalmente capirebbero a stento il significato del termine ;) ).

I tipi di Kernel

Esistono principalmente tre tipi di Kernel:

  1. Kernel Monolitico
  2. Microkernel
  3. Kernel Ibrido
Kernel Monolitico

Un kernel monolitico si basa su di un’ unica core per tutte le funzioni; in poche parole, gestiscono la memoria ed i processi oltre alla comunicazione tra di essi. Svolge inoltre le principali funzioni di supporto a driver hardware. Fanno parte di questa categoria Windows, Linux e MacOS.

Microkernel

E’ così chiamato per la sua consistenza: è davvero molto piccolo, poichè non si può permettere errori; un bug di questa tipologia di kernel può paralizzare definitivamente il sistema. Un esempio è Mach, un componente di OS X (Si legga sotto per alcune precisazioni).

Ibrido

Si tratta di un’unione di kernel monolitico e microkernel:  in questo modo, il sistema può caricare un driver o un software solo quando l’utente ne ha bisogno, con una conseguente maggiore velocità. In Mac OS X avviene proprio questo, e Linux usa anch’esso una procedura di caricamento di moduli simile, ma non abbastanza sviluppata da poter essere definita ibrida.

NTOS, il cuore di Windows

Sviluppato per Windows NT (da qui il nome), NTOS è alla base di tutti i sistemi operativi, fino a Windows 7. In questo kernel, i driver accedono all’hardware direttamente, il chè è un vantaggio per le prestazioni, ma nel caso in cui si nascondano dei rootkit ciò può essere molto pericoloso. Per impedire ciò, è stata sviluppata la tecnologia dei driver firmati.

Pro: Il sistema risulta veloce in multitasking, compatibilità programmi al top

Contro: I moduli vengono caricati tutti assieme all’avvio, e il registro di sistema implementato rallenta molto i programmi di esecuzione giornaliera causando rallentamenti dopo qualche anno

Linux

Il primo kernel ad aprirsi all’utente medio, se non l’unico. All’avvio di molte distro potete vederlo in azione, soprattutto per quanto riguarda le Live Distro. Probabilmente, è anche uno dei più stabili, tanto da spingere Apple a integrarlo nel suo kernel ibrido (ecco perchè compare negli ultimi sistemi una X nel nome). Sviluppato da Linus Thorvalds nei primi anni novanta, si sta affermando molto come Sistema Operativo. E’ molto più simile a Windows di quanto si possa immaginare, se non fosse che carica i moduli secondo le necessità.

Pro: I moduli vengono caricati solo quando sono indispensabili. Non ha bisogno di manutenzione di alcun genere

Contro: Ancora poco usato, scarsa compatibilità per quanto riguarda i programmi di Windows

Mac OS X: due kernel combinati assieme

La Apple ha definito il suo kernel a partire da Mac OS X con la sigla Xnu, che sta per X is not Unix. L’OS, infatti, usa il microkernel Mach esclusivamente per le comunicazioni tra le singole parti del suo kernel ibrido, mentre sfrutta una mod di FreeBSD (un sistema derivato da Unix totalmente gratuito come Linux) per tutte le operazioni, come l’elaborazione dei segnali e la gestione degli utenti. Con questo kernel, la maggior parte delle applicazioni Unix trova terreno fertile anche in Mac.

Pro: Scattante, non richiede alcuna manutenzione

Contro: Richiede hardware speciale, venduto esclusivamente da Apple (anche se potrebbe tranquillamente girare su PC normali, visto che dal 2006 sfrutta CPU Intel e schede grafiche di ATi e nVidia)








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