P2P, sembrava finita…

20 luglio 2009 - Fonte: http://frasempa.netsons.org/blog1.php Lascia il tuo commento »
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Il tentativo da parte di moltissime major di contrastare il P2P utilizzato allo scopo di materiale protetto da diritto d'autore si sta trasformando, da un po' tempo a questa parte, nell'incentivo allo scaricamento a pagamento. Una forma di legalizzazione del P2P, se volete, non troppo diversa (per fare un esempio familiare) dalla legalizzazione delle droghe leggere, in cui si stabilisce che è sufficiente che esista una politica di controllo gestita dal più forte per poter determinare quantomeno uan parvenza di legittimità in quel che si fa. In parole povere, far sentire insicuri chi fuma spinelli o scarica roba da internet per poi dirgli: "guardate che potete farlo lo stesso, basta pagare una tantum simbolica". E questa tantum, a chi andrebbe alla fine se non al più forte?

E' curioso: se prima dicono che una cosa è illegale è che si rischiano sanzioni nel praticarla (in Francia minacciarono addirittura l'inibizione di internet per due anni al malcapitato "pirata"), poi permettono di praticarla pagando in nome di "rinnovate politiche dell'azienda". Andiamo bene!

Al di là del fatto (di cui qui non discuto per amor di brevità) che contesto che si continui (erroneamente) a tacciare il P2P come un fenomeno di per sè illegale, quando non lo è se si scarica materiale freeware, se si scaricano mp3 no-copyright, se si scaricano film per cui il diritto d'autore è decaduto per fine dei termini temporali. La mia opinione forse conta meno di nulla, ma proviamo a farglielo capire una buona volta.

E dire che qualcuno aveva il coraggio di affermare che il P2P fosse un fenomeno in estinzione...

Original post blogged on b2evolution.








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