MacWorld Expo? Non ci mancherà!

7 gennaio 2009 - Fonte: http://vademacum.blogspot.com/ Lascia il tuo commento »
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Un Phil Schiller che ha fatto quello che poteva e alquanto povero di primi piani ha cercato con scarso successo di non fare rimpiangere Steve Jobs, assente a quest'ultimo MacWorld.

Tutto sommato, però, anche se ci fosse stato Lui, caro lei, non avrebbe comunque cambiato la realtà dei fatti, ovvero che per l'ennesima volta Apple non aveva quasi nulla da comunicare.

Che anche il MacBook Pro 17 pollici si sarebbe adeguato ai nuovi standard era talmente ovvio da non fare notizia neppure se l'avessero inserito solo nell'Apple Store. Che il suo prezzo resista sui 2500 euro è un fatto decisamente anacronistico che prelude al funesto futuro di chi pensa di vivere su allori decisamente rinsecchiti; così come che la sostituzione della batteria vada fatta dai tecnici che aprono la macchina per questo non sembra molto "amazing".

Che finalmente sparisse il DRM è cronaca di una morte annunciata e che abbiano abbassato i prezzi dei brani vecchi e aumentato quello di quelli nuovi e di quelli "aperti", praticamente azzera la novità del gesto.

Di buono c'è l'aggiornamento di iLife e di iWork giunti alla '09. Anche in questo caso, il fatto che costino poco meno di 80 euro (anche Microsoft sta facendo offerte simili per il suo Office per Windows) potrebbe sembrare un prezzo alto per il rinnovo di un abbonamento praticamente annuale. A comprare entrambi i pacchetti si spendono 158 euro che solo ad aggiungerne altri 10 farebbero guadagnare anche una copia di Leopard. iPhoto ha un paio di feature interessanti come l'etichettatura con riconoscimento automatico delle facce e dei luoghi e anche iMovie dovrebbe essere stato migliorato, specie per le funzioni in rete. Degli altri prodotti di iLife si sa poco, mentre è noto che iWork vanta nuove template, transizioni e un po' di usabilità in più; inoltre consente anche la pubblicazione on line sincronizzata sulla falsa riga di Google Docs.
Se volete decidere se le novità valgono la spesa almeno iWorks lo potete provare prima di acquistarlo.

Insomma, per questo pugno di cambiamenti non c'era bisogno di un keynote e men che meno di un MacWorld. Benvenuta sia dunque la sua dipartita che, come abbiamo già avuto modo di dire, segna anche la chiusura di un'epoca di cui avevamo le avvisaglie da almeno un paio d'anni. Nonostante Schiller abbia esordito dicendo che era ora di parlare un po' di Mac, quello che è seguito è valso a dimostrare che di Mac non hanno più nulla da dire. Direi di più: l'epoca che è finita è quella di un'Apple che interpretava meglio di tutti le necessità attuali e addirittura sapeva anticipare le tendenze e le esprimeva sotto il marchio Mac, sinonimo di avanguardia e perfezione.

Oggi Macintosh è vecchio: niente di nuovo da circa un lustro, soprattutto niente di sostanziale, a parte la forma. Una griffe dell'hardware.

Esiste la superstizione che nessuno riuscirà a imitare MacOS e ci si fa forti di una comunità di sviluppatori che difficilmente cambierà schieramento.

Si sottovalutano alcuni fenomeni:
  • Il tabu infranto da Psystar che dimostra che MacOS non è così sacro e intoccabile come potrebbe sembrare (la storia si ripete, come l'infinita causa con Microsoft che vide Apple alle corde dover recuperare una troppo fantasiosa invulerabilità)

  • Lo sforzo sempre maggiore del Mondo Linux per arrivare ad un risultato Macintosh-Like, su cui nomi come Canonical in testa stanno investendo denaro e lavoro: credete che prima o poi non ci possano riuscire?

  • La rivoluzione netbook che sta trasformando il volto della mobilità: se un Vaio 12" costa quasi 2000 euro e un Apple simile 1500 euro, pur pesando il doppio di un netbook, Dell e Asus hanno dimostrato di poter fornire prodotti di notevole leggerezza e di ottima estetica su dei 12" (che sono più notebook leggeri che veri e propri netbook) a prezzi compresi fra i 400 e i 700 euro: poco più di un iPod col display e molto meno di un telefonino Apple.


Adesso che non ci sono più le fiere e i saloni, rimarranno gli "One more thing" e le conferenze per sviluppatori. Se il trend di innovazione dovesse rimanere questo, potrebbero tagliare anche quelli.






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