Sarà la crisi. Sarà il revival degli anni ’80. Sarà che preferiamo la semplicità ed il minimalismo. Sarà che i touch screen al momento non riescono ad emulare la comodità dei comandi digitali. A distanza di qualche anno, queste caratteristiche cominciano ad essere evidenti ed anche gli utenti meno smaliziati cominciano a non voler più spendere pochi spiccioli nell’ennesimo “simulatore di lancio d’uccelli” o in un clone di Dragon’s Lair agghindato.
Servono idee interessanti, nuove, che utilizzino al meglio gli schermi dei nostri smartphone. Bloop parte sicuramente da un’idea semplice ed efficace: riunire un paio di amici di fronte ad uno schermo, magari quando si è al bar o a fare passaggio di ponte su una nave per la Grecia, e farli divertire assieme. Per riuscirci basterà scegliere uno dei quattro colori a disposizione (arancio, blu, fucsia e verde) e schiacchiare quanti più quadrati del proprio colore nel tempo consentito dal gioco. Questa è l’essenza del gioco e, in una recensione normale, ora vi parlerei delle varie modalità o delle opzioni con cui realizzare partite personalizzate.
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