Hang in… Go! parte bene. Grafica e musiche come tanti, idee interessanti, controlli affidati al solo touch screen. L’inizio del tutorial sembra prospettareun classico scacciapensieri: un ottimo prodotto con cui rilassarsi per cinque o dieci minuti ogni giorno.
Poi l’introduzione finisce. Le spiegazioni iniscono. Cominciate il primo livello e, laddove sembrava che il gioco fosse piuttosto tranquillo e facile, comincia una lotta all’ultimo sangue tra voi, lui ed il vostro iPhone (o se siete pazzi iPad). Perché gli sviluppatori si sono dimenticati di quell’amabile proverbio che recita: “chi troppo vuole nulla stringe”. Il numero di comandi con cui controllare il blob protagonista del gioco è degno di uno shuttle, richiede le abilità di un campione di picchiaduro e di un coreano amante di Starcraft insieme e, dulcis...
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