Arriva l’estate e scoppia, in spiaggia e non, la mania dei tatuaggi che, negli ultimi anni, complici calciatori, rock star e attori/attrici, sta davvero dilagando.
Ma, naturalmente, sia pure confinata in ambiti più circoscritti (per esempio, militari e marinai, per non dire galeotti…), il fascino (più o meno indiscreto) del tatuaggio ha attraversato le epoche tanto da fornire addirittura spunti poetici e letterari. Uno dei più originali è targato Ray Bradbury, (scrittore statunitense autore, tra l’altro, di Farenheit 451) ed è ospitato in una raccolta di racconti, pubblicata per la prima volta nel 1951, e dal titolo “The illustrated Man”, nella traduzione italiana l’“Uomo illustrato”.
Il protagonista della varie novelle è impegnato in un continuo viaggio e, quando fa tappa, narra delle intriganti storie “animate”; perché animati sono i disegni tatuati sul suo corpo, figure che prendono vita, come per magia, in una sorta di caleidoscopico arazzo narrativo. Si tratta di 18 vicende d’amore e gioia, disperazione e morte, ambientate all’alba dell’Umanità...
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